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Ferdinand Tönnies e “volontà arbitraria”

Ferdinand Tönnies (1855 – 1936) è stato un sociologo tedesco. Professore presso l’Università di Kiel, destituito nel 1934 per la sua opposizione al nazional-socialismo. Nel 1909 è stato uno dei fondatori e primo presidente della Società tedesca di sociologia (al cui interno confluivano le tre principali scuole tedesche di sociologia: la Scuola di Colonia, la Scuola di Lipsia e la Scuola di Francoforte).

“Comunità e società” (la comunità – Gemeinschaft und la società – Gesellschaft – 1878) è il lavoro più interessante del sociologo tedesco; egli tenta un superamento delle due fondamentali teorie sulla società, quella storico-organicistica e quella contrattualista, introducendo la famosa tipologia comunità-società (quale strumento fondamentale per la comprensione del cambiamento sociale).

Per comprendere i due concetti è importante ricordare la sua frase:  “La teoria della società riguarda una costruzione artificiale, un aggregato di esseri umani che solo superficialmente assomiglia alla comunità, nella misura in cui anche in essa gli individui vivono pacificamente gli uni accanto agli altri. Però, mentre nella comunità gli esseri umani restano essenzialmente uniti nonostante i fattori che li separano, nella società restano essenzialmente separati nonostante i fattori che li uniscono”.

La società si presenta come un ordine in movimento composta dai desideri e le volontà degli individui che coinvolge tutti in modo universalmente uguale. L’individuo societario è guidato da quella che Tonnies chiama “volontà arbitraria” ( grazie alla volontà arbitraria i membri della società possono entrare in relazione e perseguire i propri scopi facendo valere la loro naturale eguaglianza). L’individuo societario è sì libero nell’azione, ma non nella sua volontà, in quanto la struttura del desiderio è determinata dalle relazioni complessive nelle quali si trova inserito.

Società e Felicità by Zygmunt Bauman

… Nel provare a capire le ragioni dell’altro, … Qui è dove comincia la felicità, …

… Se non dovesse partire da qui, …

… allora io credo che essa non abbia grandi possibilità di esistere nella società contemporanea, …

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(dal Festival Leggendo metropolitano del 2016)

” Ognuno di noi è artista della propria vita: che lo sappia o no, che lo voglia o no, che gli piaccia o no “. Cit. Zygmunt Bauman

Ognuno di noi è artista della propria vita: che lo sappia o no, che lo voglia o no, che gli piaccia o no

Cit. Zygmunt Bauman

"gridonuovo" by @deAngelisMax

Zygmunt Bauman: impariamo a vivere insieme

Impariamo a vivere insieme (VIDEO da http://video.repubblica.it/ )

Zygmunt Bauman: tra utopia e nostalgia

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#Zygmunt Bauman / L’incertezza costante

Il grande sociologo Zygmunt Bauman parla con Resetdoc – durante gli Istabul Seminars 2010 – di Europa, migrazioni e modernità. La modernità ha due potenti caratteristiche che producono costantemente persone in esubero – che non possono essere adeguatamente accolte – e persone che non riescono ad adattarsi.

La prima è la caratteristica dell’ordine costituito: la modernità sta ossessivamente imponendo una realtà caotica. Inevitabilmente questo produce contesti conflittuali, diaspore e migrazioni, dovuti a un surplus di persone, che non si adattano all’immagine di ordine prescritto dalla modernità. La seconda caratteristica è, invece, il progresso economico, che richiede costantemente meno lavoro umano, attribuendogli sempre meno valore. In questo modo le persone perdono le loro competenze e il loro capitale umano e hanno bisogno, quindi, di spostarsi altrove.

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Video: Nikolai Eberth / Editing: Laura Fong / Musica: Tom Förderer / Produzione: Nina zu Fürstenberg / Grafica: Rogero Liria
Testi: Claudia Durastanti, Nicola Missaglia / Traduzione dall”inglese: Chiara Rizzo

“Penso che la cosa più eccitante, creativa e fiduciosa nell’azione umana sia precisamente il disaccordo” by Zygmunt Bauman

Una frase celebre di Zygmunt Bauman

” Penso che la cosa più eccitante, creativa e fiduciosa nell’azione umana sia precisamente il disaccordo, lo scontro tra diverse opinioni, tra diverse visioni del giusto, dell’ingiusto, e così via. Nell’idea dell’armonia e del consenso universale, c’è un odore davvero spiacevole di tendenze totalitarie, rendere tutti uniformi, rendere tutti uguali. Alla fine questa è un’idea mortale, perché se davvero ci fosse armonia e consenso, che bisogno ci sarebbe di tante persone sulla terra? Ne basterebbe una: lui o lei avrebbe tutta la saggezza, tutto ciò che è necessario, il bello, il buono, il saggio, la verità. Penso che si debba essere sia realisti che morali. Probabilmente dobbiamo riconsiderare come incurabile la diversità del modo di essere umani .

Il “progresso” evoca un’insonnia piena di incubi di “essere lasciati indietro” by Zygmunt Bauman

” Il terreno su cui poggiano le nostre prospettive di vita è notoriamente instabile, come sono instabili i nostri posti di lavoro e le società che li offrono, i nostri partner e le nostre reti di amicizie, la posizione di cui godiamo nella società in generale e l’autostima e la fiducia in noi stessi che ne conseguono.

Il “progresso“, un tempo la manifestazione più estrema dell’ottimismo radicale e promessa di felicità universalmente condivisa e duratura, si è spostato all’altra estremità dell’asse delle aspettative, connotata da distopia e fatalismo: adesso “progresso” sta ad indicare la minaccia di un cambiamento inesorabile e ineludibile che invece di promettere pace e sollievo non preannuncia altro che crisi e affanni continui, senza un attimo di tregua.

Il progresso è diventato una sorta di “gioco delle sedie” senza fine e senza sosta, in cui un momento di distrazione si traduce in sconfitta irreversibile ed esclusione irrevocabile.

Invece di grandi aspettative di sogni d’oro, il “progresso” evoca un’insonnia piena di incubi di “essere lasciati indietro“, di perdere il treno, o di cadere dal finestrino di un veicolo che accelera in fretta”.

(da Modus vivendi, Laterza, 2008)

Identità e tatuaggi.

Libro postumo del grande sociologo sulle mode dei “Nati liquidi”. “Il corpo luogo prediletto su cui incidere identità e speranze”. Da qualche giorno è stato pubblicato il libro postumo del sociologo Zygmunt Bauman dal titolo: “Nati liquidi” (per la Sperling & Kupfer) un bel dialogo con il giornalista Thomas Leoncini.

Il libro parla del mondo dei giovani delle trasformazioni in atto in questa società odierna e del corpo e quindi dei tatuaggi ad esempio. Il corpo come “luogo” su cui incidono identità e speranze.
Anche in Italia ormai un giovane su tre ha dei tatuaggi. Si parla di “riproduzione creativa” e “moda“.
Una identità che da sempre ricerchiamo e che sicuramente richiede impegno ovviamente.

Appartenere e auto affermarsi è dove tendiamo sempre tutti (almeno credo).

La moda (abbigliamento) non ci fa rinunciare alla nostra identità, … i tatuaggi? Con ogni probabilità i tatuaggi ci danno più continuità e stabilità e sono impegnativi a volte irreversibili.
Si deve avere il diritto dell’ “identificazione del sé” e ragionare su l’aspetto transitorio o permanente è una delle idee sulle quali prendo per me grazie alle riflessioni che mi offre il libro di Zygmunt Bauman

#Zygmunt Bauman / Come cambia l’amore ai tempi di Facebook

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il crollo delle ideologie hanno causato uno spaesamento dell’individuo

Questo mese di aprile (2017) lo dedico a Zygmunt Bauman. Il 9 gen 2017 è morto il filosofo e sociologo polacco Zygmunt Bauman. Sono già passati 3 mesi dalla sua morte ma rimarrà per sempre uno dei miei punti di riferimento. Sociologo, filosofo e accademico polacco, origini ebraiche, con lui viene a mancare nel nostro mondo uno dei più importati intellettuali di questa “Società Liquida“.

Bauman è riuscito a spiegare la postmodernità. Usando le metafore di modernità liquida e solida (per lui il nostro vivere quotidiano, questa nostra società anche politica era / è “liquida” sostanzialmente sfuggente , non catalogabile e di conseguenza inafferrabile e grazie a lui abbiamo capito dove sta la causa di tutto questo: la globalizzazione – il crollo delle ideologie hanno causato uno spaesamento dell’individuo – identità -

Non siamo mai d’accordo con nessuno/ N.4 di 4 / riflessioni su Internet / by Twitter: @deAngelisMax

alla fine con il Web abbiamo un bel mondo parallelo. ci scivoliamo dentro perché affascina.

basta avere un accesso una connessione. la percezione , la mia, la tua che abbiamo è in trasformazione e fare analisi impossibili. quando senti quei tipi che fanno analisi su come è e sarà l’EFFETTO di INTERNET sulla società,… NON ASCOLTATELO/A.

nessuno lo sa. servono di solito sopra i 60 anni per analisi coraggiose e abbastanza vicine ad un giudizio che CAPISCA gli EFFETTI.
sul Web non siamo mai d’accordo con nessuno.

tutto questo è fantastico ahahah. davvero la imperfetta natura di essere umano viene fuori.

comunque sempre troviamo difetti, comunque sempre dobbiamo andare CONTRO.
mondo REALE Vs mondo VIRTUALE … 1 a 0 … purtroppo

Non ci sono strade e non si parte mai / N.3 di 4 / riflessioni su Internet / by Twitter: @deAngelisMax

un uomo gregario del nulla con un blog antico e con una nozione dell’IO che viaggia in un tempo gestito da LINK e FINESTRE . abbiamo distanze non più marcate geograficamente e neppure misurabili. 

in rete siamo rincoglioniti e ci “muoviamo” spediti e veloci ma in realtà non si PARTE MAI.
vero che ENTRIAMO, NAVIGHIAMO, VISITIAMO, USCIAMO e CIAO.
non c’è un orologio, non ci sono strade, tutto fluisce ma abbiamo soddisfatto la nostra DIPENDENZA.

MA NELLA VITA REALE il TEMPO non lo decidiamo sempre NOI

Ho un BLOG antico / N.2 di 4 / riflessioni su Internet / by Twitter: @deAngelisMax

ormai un uomo gregario del nulla e pure con un blog antico. 15 anni fa era grandioso implementare un blog, davvero un secondo diario. oggi è vintage. il Web è un mondo di scrittura. tutti noi abbiamo amici in FB ed altro e siamo tutti autori. tutti scrivono e traspare molto da ciò che scriviamo. ieri ho scoperto che una tipa va stitica al cesso ed un altro addirittura prima di andare on air si fa la foto. roba da matti.  mettersi in vetrina è tipico da qualche anno a questa parte, RACCONTARE se stessi sapendo di essere OSSERVATI,… credo si esageri.

va bene la visibilità anche in base al lavoro / passione che facciamo nella vita, ma buon senso per favore,.. vi supplico BUON SENSO. il pubblico un fattore determinante su che cosa?! QUANTE PERSONE PENSATE VADANO SUL VOSTRO “PROFILO”?! 10, 30, 60 AL GIORNO?! non siete /siamo nessuno perchè il mondo gira intorno a noi e senza di noi. siamo GREGARI . con i “POST” determini solo una FRAGILITA‘. quella di avere qualche FEEDBACK che non coglie e non va dritto al vostro cuore ma soltanto VERSO il vostro EGO

perchè scrivere di generosità, di ambizioni o lanciare la “massima” del giorno copiata ci/TI RENDE SOLO DIPENDENTE

UOMO GREGARIO (del nulla) / N.1 di 4 / riflessioni su Internet / by Twitter: @deAngelisMax

Mi hanno appena comunicato la data. Convegno. Argomento: Internet. Ho detto subito no. Poi ho detto si. Ad una condizione. Niente slide solo voce, musica,no gente seduta ma insieme in circolo. Hanno detto si (gli organizzatori). Procedo con 4 riflessioni.Ecco la n.1 di 4

@deAngelisMax

Faccio parte della scuola sociologica per cui l’ambiente condiziona molto e tanto; più delle relazioni umane. Si presta molto a critiche ma non di questo voglio parlare. Parlo invece di Internet e di come il Web è capace di riscrivere Noi. Quando si è on line si è falsi fino al midollo (!?). Vigliacchi è la parola giusta. Quando entriamo nel virtuale da i più disparati dispositivi diventiamo persone diverse. Saccenti e poveretti; altro insomma.

Entriamo nel Web e tendiamo ad indossare “panni” che nella vita reale sono ben lontani. Sul Web siamo camaleonti, ci adeguiamo con una facilità estrema e cambiamo “panni” in modo cosi vigliacco,… tanto sono finestre! La coerenza sul Web si maschera, le basi del senso e del buon senso diventano cosette stupide, … 

La mia amata Sociologia non mente e mi da ragione. Sempre,… che meraviglia. E’ l’ambiente in cui vivo e non solo la gente ad influenzare la mia persona. L’ambiente ancora di più. Se l’ambiente è virtuale determina in noi un UOMO GREGARIO (del nulla)

#ascoltoempatico #comunicazionemax

 L’empatia è una sensibilità emotiva fondamentale in una comunicazione tra esseri umani

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#subconscio #cnv #comunicazionemax

Osservare con attenzione il nostro corpo può aiutarci ad avere una finestra aperta aperta nel subconscio ( dove si trovano i nostri pensieri più nascosti ). 

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#processopersuasivo #comunicazionemax

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#comunicazionefficace #comunicazionemax

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… “Originariamente le parole erano magie” …

@deAngelisMax #comunicazionemax … / …  “Originariamente le parole erano magie e, ancor oggi, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice l’altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l’insegnante trasmette il suo sapere agli allievi, con le parole l’oratore trascina con sé l’uditorio e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo comune con il quale gli uomini si influenzano tra loro… by Sigmund Freud